Recensioni della Giuria per la III Edizione del Concorso

Recensioni per:

Giuria: Angelina J, CharlotteDoyle, Diletta, Elenie Estel, Kimber, Tina R.

Recensioni per Fear di Angel of Music

Angelina J
Come hai specificato nella nota introduttiva, ci sono molte ripetizioni, ma le hai utilizzate molto bene, si capisce chiaramente che sono volute e servono a sottolineare un particolare stato d’animo. La fanfiction è molto particolare, originale e introspettiva, per quanto riguarda la rpima parte; lasci molto spazio al dramma interiore, un aspetto spesso tralasciato quando si scrivono fanfiction di guerra, piuttosto che all’azione vera e propria. Mi piace il salto di scena, dà movimento alla narrazione, Valerie non è più direttamente la protagonista, ma continua ad esserlo atytraverso i discorsi di Remus e Tonks, dai quali traspare un sentimento comune, che poi è anche il titolo della fanfiction: la paura.

CharlotteDoyle
Questa storia l’ho trovata molto immediata e molto ben riuscita sul piano del tema del Contest “Gli Anni del Terrore”. Per quanto forse la struttura sia poco armonica, infatti, riesce secondo me a trasmettere l’idea della guerra incombente sui personaggi. Questo almeno a mio parere.
Struttura poco armonica: i tre spezzoni non hanno molto equilibrio visto che in due la protagonista è Valerie e in uno i personaggi sono Remus e Tonks che ne parlano. Non lo so, il passaggio di punti di vista è molto evidente, forse l’ultimo spezzone avrebbe dovuto essere più corto, o forse più lungo: la storia, in poche parole, avrebbe dovuto avere una direzione più precisa. Questo ovviamente non contando il fatto che la parte finale, presa da sola, l’ho trovata ottima (forse migliore delle prime due, se anche devi correggere perché tutto sia al presente - ci sono dei verbi al passato remoto addirittura): non tanto per l’impiego dei personaggi Canon, quanto piuttosto per un confronto con la storia più concreto, rispetto alle prime due parti. Su queste posso dire che non ho trovato l’uso dello stile, un po’ lontano dalla prosa classica, eccessivo, ed è una fortuna (può diventare molto fastidioso talvolta), le ripetizioni sono figure retoriche dell’ordine e mi sta benissimo (a parte una che è una vera ripetizione, proprio all’inizio: “in una _posa_ rilassata, come se stesse ri_posa_ndo”).
I personaggi: Valerie, come personaggio originale, l’ho valutata come una sorta di “everywitch”, e ti rendo conto di aver tralasciato un profondo tuffo nel suo background per renderla invece un personaggio più “universale”, in un certo senso.
Remus e Tonks: molto buoni, soprattutto nella loro interazione. (Nota: Remus non è un Auror). Il dialogo è ok non tanto per la forma di per sé, ma per i contenuti e il modo in cui sono espressi. Avrebbe potuto essere tutto miele, eppure come l’hai messo risulta molto più credibile: l’ultima frase, poi, per quanto può sembrare poco rilevante, frivola, in apparenza (soprattutto per come siamo abituati a tenerla in considerazione normalmente), fa molto pensare.
Un lavoro che si può raffinare, ma di fondo buono.

Diletta
Questa fanfiction ha molti punti di forza. Ben esposti, tra l’altro. Il suo più evidente difetto è, però, l’essere scomposta in due mini-fic dagli intenti e dai risultati differenti. La mia parte prediletta è la seconda (terzo paragrafo): il dialogo mi pare molto ben scritto e coinvolgente, i personaggi estremamente in-character e piacevoli da leggere - anche a livello più soggettivo.. per una volta Tonks non mi è sembrata insopportabile (e ce ne vuole, complimenti!). Decisamente colta nel segno è la posizione del paragrafo stesso: come ultima parte, svolge la duplice funzione di concludere con una scintilla di speranza un lavoro piuttosto dark, e di riportare il lettore in un “territorio conosciuto” dopo due paragrafi piuttosto confusionari sotto il punto di vista della trama, in cui gli eventi e le emozioni si susseguono rapidamente ed in cui
viene introdotto un nuovo personaggio che sarà lasciato cadere poche righe più tardi. Il vero pregio di questa fanfiction è lo stile, sicuro ed espressivo. Il lettore viene trascinato in un mondo di metafore e di immagini, che rendono la sfera emotiva parallela a quella degli eventi.

Elenie Estel
La trama prende, le ripetizioni e le frasi brevi ti lasciano in sospeso, mettono ansia. Arrivi alla fine che sei senza fiato, non sai più con chi prendertela.
Finisce che te la prendi con te stesso, per come ti sei lasciato travolgere.
Però se il tema è il terrore, be’ tanto di cappello. Quello non manca certo.
Il terrore della protagonista diventa la tua angoscia, che svanisce solo in parte in un tenero abbraccio finale.
Però ci sono alcuni errori, soprattutto saltelli tra tempi verbali, che rendono impossibile, a mio avviso, una valutazione più elevata.
Peccato perchè sarebbe proprio un buon lavoro.

Kimber
Uhm. Mi spiace, ma se devo essere sincera questa fanfiction non mi convince molto ç_ç.
Può essere questione di gusti, quindi l’ho riletta due volte per capire cosa non mi convinceva; ho fatto attenzione alle tue indicazioni per capire se era qualcosa tra quelle (e quindi, magari, una scelta tua che io non avrei fatto) ma in realtà non credo sia dovuto a quello. Alla fine sono arrivata ad una specie di conclusione.
Il fatto è che secondo me hai fatto troppa attenzione
allo stile,
ai sentimenti/emozioni.
Il punto è che la storia dovrebbe esistere di per sé al di là di quello, mi segui? Una volta che c’è la storia, puoi curare lo stile. Ma qui la trama sembra del tutto assente; io immagino che tu avessi in mente come si fossero svolti i fatti, chi fosse Valerie e tutto il resto, però dalla fanfiction non traspare, quindi per il lettore diventa tutto molto confuso.
Per quanto riguarda il secondo punto, invece, i sentimenti – ecco, in quel caso intendevo proprio il fatto che tu ti ci sia soffermata troppo. In genere i sentimenti non andrebbero mai descritti. Sarebbe più opportuno descrivere oggetti, scene e situazioni da cui essi traspaiano, ma così, direttamente, sarebbe meglio evitare. Il lettore si trova a dire: okay, ma a me perché dovrebbe interessare sapere che questa tizia è spaventata a morte, quando non è ben chiaro nemmeno “perché” è spaventata?
Poi al solito è questione di scelte. Però io sconsiglio sempre di procedere in quel modo.
Lo stile, l’ho trovato un po’ macchinoso, e i dialoghi sembrano un po’ forzati.
Mi spiace, perché l’idea di fondo penso fosse buona. Magari dovevi affrontarla in modo un po’ diverso.
Un abbraccio.

Tina R.
I vari spezzoni della storia sono piuttosto ben calibrati, e la comprensione buona.
Passando alle varie «scene» del racconto, devo dire che mi lascia perplessa l’uso di alcune espressioni che «stonano», in qualche modo, con la fludità della fanfiction: ad esempio «estrema mollezza» è un modo di esprimersi che secondo me non è sullo stesso stile dell’insieme, così come la «radice fuoriuscente» potrebbe trovare un sinonimo più appropriato.
Mi ha colpito invece la scelta del tempo presente per tutto il racconto: a mio parere in alcuni casi l’uso del presente e non del passato rende più vivida una scena.
È decisamente interessante la scena centrale: l’uso di un «cuore» per rendere l’idea della situazione di Valerie, che mi ha lasciato alla prima lettura perplessa, è forse una cosa degna di nota, in quanto solitamente si usa «utilizzare» l’anima o lo spirito di una persona. Stona invece l’uso di «tubicini azzurri»: secondo me non è un’espressione da usare in casi di scrittura come questa, che porta bruscamente alla realtà il lettore in un racconto - uno spezzone di racconto - che dovrebbe lasciar trasportare chi legge in un mondo onirico.
Un commento doveroso anche ai personaggi: secondo me (e questo non finirò mai di ripeterlo, ahahahah!, perché il mio giudizio non è quello di tutti ma personale) Valerie è uno di quei personaggi che servono, proprio, a rendere un concetto o delineare con la sua situazione in particolare quella generale: quindi non è tanto importante la sua linea di pensiero o il suo personaggio in quanto tale, ma la sua rappresentazione della guerra - almeno in questo caso - che è servita all’autore/autrice a descrivere le paure, le sensazioni, ecc di chi è in guerra (almeno, di chi è in guerra magica… altro che Avada Kedavra e luci verdi, in giro per il mondo babbano!). Invece Remus e Ninfadora sono, invece, poco approfonditi - sempre secondo me -: la loro presenza è necessaria in particolare a rendere sempre l’idea della guerra, ma in un contesto diverso - quello dei due innamorati -. In sostanza, per quanto riguarda i personaggi, il «Remus che pronuncia la frase “Io penso a te”» è decisamente d’effetto, ma non mi convince più di tanto. Non so, è forse una sensazione a pelle.
In generale, comunque, è un buon lavoro, nonostante l’uso di alcune espressioni, modi di dire che non mi convincono.

Recensioni per Imperius di Calliste

Angelina J
La trama di questa fanfiction è affascinante e originale, peccato che il tutto venga svilito da errori di grammatica piuttosto grossolani e da un’esposizione non proprio lineare, che denotano scarsa attenzione per questa componente. La parte iniziale, così come quella finale, l’ho trovata abbastanza confusa, i fatti non sono descritti molto chiaramente, anche se capisco la volontà dell’autore di lasciare un’aura di mistero…
La caratterizzazione di Draco, il personaggio principale, è ben riuscita, soprattutto nella descrizione del ricordo dell’uccisione di Lucius e Narcissa. La forma, come ho già detto, sarebbe da rivedere e degli errori di grammatica ne risente anche la lettura, che risulta poco scorrevole.

CharlotteDoyle
Il background della storia, l’assassinio dei Malfoy per mano del loro unico figlio, IMHO è stato un ottimo punto di partenza. Il plot di per sé pure è buono, per quanto la fine ricalchi un po’ lo stile di un film horror.
Molto significativo il punto di vista della Maledizione Imperius come peggiore delle tre, insospettabilmente.
Parlando di caratterizzazioni, quella di Draco è molto buona, nel suo rimanere sfrontato nonostante tutto, anche se talvolta i dialoghi sono esagerati. Ho apprezzato molto questo suo rimanere IC, senza eccessive idealizzazioni del personaggio.
Per quanto riguarda Piton, invece, sebbene il pensiero e il comportamento di fondo sia IC, ho notato che hai avuto parecchi problemi a rendere il suo modo di dire le cose, i suoi dialoghi, tanto che per bocca di Draco hai provato a sistemare la cosa paragonandolo a Silente e agli altri professori.
Non male, ma ti consiglio di provare a esercitarti sui dialoghi dei personaggi prima di inserirli nelle storie, anche in semplici copioni dove dialogano (per esempio) con te. (IMHO è un ottimo esercizio, ed è anche molto divertente.)
Ancora, c’è qualche problema nella forma del testo. Ho trovato un po’ difficoltoso seguire la storia perché interrotta da numerosi incisi e chiarimenti a volte superflui, a volte formulabili in altro modo. Era davvero necessario includere il fatto che Piton aveva insegnato Difesa Contro le Arti Oscure al suo ultimo anno a Hogwarts però Draco avrebbe continuato a riferirsi a lui come professore di Pozioni? E’ una specificazione superflua, IMHO, perché anche tutti gli altri sono del suo stesso parere.
Ancora, sarebbe necessaria una maggiore attenzione ai tempi verbali. Magari scrivere storie più brevi, ma avendo il tempo di rifinire il testo con maggiore impegno, magari aiutandosi leggendolo a voce alta.
Altro consiglio: non mettere mai di seguito più di due frasi fatte (come i due proverbi a circa metà storia), rimane pesante.
A prescindere da questo, in ogni modo, ho notato un netto miglioramento con le tue prime storie, quindi che dire? E’ davvero un’ottima cosa, continua su questa strada!

Diletta
Un lavoro molto bilanciato, impastato in modo omogeneo in ogni suo punto. Non ci sono spunti particolarmente brillanti, è vero, ma nel suo complesso la fanfiction è più che pregevole. I due personaggi principali sono ben scritti - specialmente Piton - ben caratterizzati - specialmente Draco - e tenuti per lo più in character. Il plot è collaudato ma non per questo la fanfiction scade nel banale: apprezzabili in questo senso sono i tocchi descrittivi e riflessivi che l’autrice ha distribuito qua e là, riuscendo, tra l’altro, a rendere assai efficaci ed espressivi i punti della fanfiction incentrati su Severus Piton: non è cosa da poco in un lavoro come questo, che mette
in primo piano i pensieri e i sentimenti di Draco. Il rischio di una disparità tra i personaggi era consistente, ed è stato evitato in maniera ottimale. Lo stile è molto buono e consiste a mio parere in un sottile ma costante crescendo, che ti tiene più o meno con gli occhi incollati allo schermo (o ai fogli, come nel mio caso). Qualche piccola ma trascurabilissima imperfezione di punteggiatura.

Elenie Estel
Lo spunto è ottimo, anche se la trama non è sempre chiara.
In alcuni punti è proprio oscura.
Diciamo che in linea di massima ci ho capito proprio poco. se qualcuno può offrirmi qualche spiegazione…
Va bene il non-detto, ma quando questo supera di troppo il detto… io almeno vado in confusione.
Se poi sono solo io di fuori che non capisco… ditemelo, che prendo provvedimenti.
è comunque scritta molto bene dal punto di vista della forma.
Peccato che continui a risultare incomprensibile…

Kimber
Dunque, la fanfiction è ben articolata e ben scritta, salvo qualche errore di ortografia qui e lì. Penso siano più che altro errori di distrazione ed è un peccato perché sarebbe bastata una rilettura veloce per evitarli. Però la scrittura è scorrevole e lo stile accattivante, quindi, su questo fronte, un ottimo lavoro.
Per quanto riguarda la trama, ho trovato particolarmente riuscita l’idea dell’Imperius a Draco per costringerlo a eliminare i propri familiari, e in questo caso il risultato è molto buono perché i sensi di colpa sono descritti bene e, soprattutto, coerentemente con il personaggio. Il mood del Draco post-uccisione_dei_Malfoy, il suo rintanarsi al buio e gli accenni all’oscurità (e oltretutto, l’idea che sembra leggersi in sottofondo secondo cui, nonostante quello che gli ha fatto passare, Draco non sembra molto felice della sconfitta del vecchio Voldie) trovo che siano davvero molto azzeccati.
Ho qualche appunto però sull’inizio e sulla fine, che risultano un po’ troppo confusi.
Soprattutto nella parte finale, come già faceva notare qualcuno tra le recensioni, non è ben chiaro chi abbia lanciato l’Imperius e da cosa si sia generato tutto il parapiglia, quindi il lettore resta un poco perplesso.
Però d’altra parte, ripeto, il livello di suspance e pathos che sei riuscita a creare è notevole.
Quindi direi un ottimo lavoro. ^_-

Tina R.
Un plot decisamente interessante; molto bello il tema, che ben si adatta a quello del concorso.
Molto scorrevole da leggere, la trama è ben comprensibile, anche se sono un po’ inciampata nel finale - ammetto di non aver capito subito -.
Una scena particolarmente degna di essere citata è la prima; reale, effimera, drammatica. Mi è piaciuto molto questo Draco.
Severus è un personaggio… filosofo? Non so come dirlo, ma posso solo ammettere che l’ho amato tantissimo, in questa fanfiction.
Lord Voldemort, nonostante sia un personaggio marginale, citato, mi ha colpito molto.
Non l’hai descritto - come spesso si fa, purtroppo - come se fosse un povero sciocco; perché quindi farebbe paura al Mondo Magico, se fosse solo una macchietta? Ottimo, ottimo.
Lo stile usato è buono, buono: mi piace questa narrazione che procede lenta ma veloce, e mi piace la scelta delle frasi-che-devono-colpire-il-lettore. Come quell’”Imperius”, ripetuto un paio di volte alla fine di una paragrafetto.
Forse la spiegazione di Severus è stata troppo frettolosa; non so spiegarmi, mi sembra insolita questa totalità nella spiegazione… Magari potresti ampliarla in modo diverso!

Recensioni per Proteggere il futuro di CieloAmaranto

Angelina J
La fanfiction inizia con la descrizione di un momento di tensione, dove troviamo Frank Paciock e attraverso i suoi occhi, abbiamo una descrizione dei Magiamorte molto ben fatta. La cosa che più mi ha colpita è stato il modo in cui hai unito le strade dei Potter e dei Paciock, di come li hai descritti uniti e solidali, sfruttando la conoscenza del fatto che Voldemort fosse “indeciso” fra quale famiglia sterminare, inoltre hai inserito anche il dettaglio che entrambi erano sfuggiti all’Oscuro Signore per tre volte, rispettando egregiamente il Canon. Nonostante il lettore sappia già come andrà a finire la storia dei Paciock, il tuo racconto non è assolutamente banale, anzi, è ben articolato e vivace. Dalla metà in poi c’è un crescendo veloce di eventi tristi, ben descritti, sentiti ed emozionanti per arrivare fino al finale, intenso e realistico. La forma è molto buona e il linguaggio ricco e scorrevole.

CharlotteDoyle
Qualcuno dice che se una storia è ben scritta il plot alla fine risulta irrilevante, ma ne voglio parlare lo stesso perché l’ho trovato ottimo. Non ho mai pensato troppo ai Potter e i Longbottom come amici stretti prima, neanche durante il tempo della guerra, quando lavoravano insieme per l’Ordine della Fenice; con la tua fanfiction, tuttavia, questo scenario si è materializzato nella mia mente come molto chiaro e reale. Mi è piaciuta l’impostazione della storia divisa in due parti lunghe, una complementare all’altra, rispettivamente a rappresentare la vita e la morte. La prima è stata molto ben sviluppata, a mio parere, soprattutto per l’attenzione ai particolari, come per esempio gli incantesimi usati durante la battaglia, e l’idea stessa della trappola di Voldemort per introdurre poi la riunione dei quattro con l’annuncio delle gravidanze di Lily e Alice. Qui i personaggi, pieni di speranza per un futuro migliore, lasciano l’amaro in bocca al lettore che già sa come andranno a finire le cose. Non passa molto tempo prima di venirlo a scoprire all’interno della storia stessa, dove il lutto dei sopravvissuti, in particolare quello di Alice, piuttosto che una cosa dovuta rappresenta il secondo fulcro di questa fanfiction, l’altra faccia della medaglia. Qui rispetto allo sviluppo della seconda parte posso dire che ho apprezzato moltissimo vedere come i pensieri del personaggio non si perdono in sentieri contorti, e ancora di come si torna spesso alla realtà, con la presenza di Neville, il dialogo centrale, e via dicendo. Infine, un breve salto molti anni dopo, in un momento molto toccante di OOP: Neville in visita alla madre, ma questa volta dal suo (di lei) punto di vista. Una prova molto difficile ma ben riuscita a mio parere.
I personaggi: non perderò tempo a dire di come la caratterizzazione sia - per quel poco che possiamo saperne - IC, ma piuttosto vorrei soffermarmi sul modo umano con il quale hai affrontato le loro speranze e le loro paure. La scena dell’annuncio delle gravidanze è molto viva per le espressioni e i gesti; più avanti, il dolore di Alice arriva fino a noi, non per tanti fronzoli e giri di parole, quanto per la descrizione del suo stato nell’animo e nel fisico. Ha un grande impatto secondo me, e infatti qui mi sono commossa più che alla fine, ho sentito una grande stretta al cuore per Neville - per aver perso dei genitori che non sono solo i nomi e le facce stilizzate di JKR, ma che diventano qui dei personaggi - perché non possiamo dire persone - a tutti gli effetti.
Concluderei poi facendoti i miei complimenti non solo per la storia in sé, ma soprattutto per la prosa favolosa: sebbene abbia una forma non comune, molto alta rispetto alla narrativa moderna, risulta lo stesso scorrevole, e molto musicale.
Davvero uno splendido lavoro.

Diletta
Splendida! Questo lavoro mi piace moltissimo sotto tutti i fronti. Frank e Alice sono personaggi bistrattati dalla Zia Jo, ma tu hai reso magnificamente in questa fanfiction la loro storia, una storia che merita di essere raccontata. Partendo da lontano hai prolungato l’ansiosa (ma piacevole) agonia del lettore. Questo è perfettamente al corrente di come la vicenda si concluderà; nell’attesa però si può lasciare guidare da uno stile di scrittura molto pratico ed attento nel descrivere in modo appropriato eventi e situazioni,ma allo stesso tempo ottimo come strumento di espressione dei vari personaggi, che sono tutti perfettamente caratterizzati. Sarebbe inutile argomentare oltre, solo un’ultima parola: complimenti! Mi precipito a leggere altri tuoi lavori.

Elenie Estel
Bella la trama, ti prende, ti affascina e ti colpisce, alla fine, diritto al cuore.
Alla fine stavo quasi per piangere. Anzi, piangevo proprio.
L’idea dell’amicizia tra le due coppie, i Paciock e i Potter è interessante, e anche molto probabile.
Però mi sfugge una cosa: è scritto da qualche parte che i Paciock facessero parte dell’Ordine della Fenice o è una libera interpretazione dell’autore?
Per quello che mi ricordo viene detto che sono Auror, ma niente sull’Ordine…
è interessante come sono stati resi alla fine i pensieri di Alice, come anche il cambio di punto di vista.
La forma è buona, scorre bene nella sua assoluta semplicità.

Kimber
Fanfiction bellissima ç___ç.
Sono contenta che qualcuno abbia affrontato la storia dei Longbottom.
Nonostante il finale fosse ovvio (perché, appunto, già noto), trovo che l’atmosfera sia stata resa bene, i cambi di scena siano particolarmente azzeccati e, soprattutto, nel complesso non sia così prevedibile come invece avrebbe potuto essere. Quindi un applauso in questo senso.
Quando James e Frank hanno realizzato di essere padri, non so bene perché, ma ho avuto la pelle d’oca. Ne deduco che la scena sia riuscita bene ;).
Lo stile è maturo e curato. La scena finale, quasi in flusso di coscienza, è molto suggestiva e da i brividi. Mi piace soprattutto com’è legata al pezzo precedente: è come se Alice continuasse a rivivere la stessa scena in eterno, e la cosa è toccante per il lettore.
Un appunto: forse era meglio non chiamare Voldemort “l’Oscuro Signore”, fa pensare più a Sauron, non so se mi spiego O_o. Forse era meglio Signore Oscuro, volendo usare proprio quelle parole… Ma magari sono io che quando leggo non sono molto sveglia ;) .
Un commento su un aspetto minore della storia: ho adorato la caratterizzazione di James, il fatto che si blocchi con gli occhiali in mano a farsi domande stupide sul ripararli o meno, e il suo essere allegro nonostante tutto quello che accade intorno. E’ molto da lui, credo. (E qui uno si chiede: perché il figlio non ha preso dal padre qualcosa in più del coraggio e dell’aspetto fisico? è_é Chiusa parentesi).

Tina R.
Bella, bellissima storia. Colpisce. E rende tristi. Perché si ricorda con malinconia che Frank e Alice Longbottom hanno avuto una «fine» tremenda, una fine che è in sottofondo a tutta la storia.
È straziante l’ultima parte; Alice è troppo… intensa. Intensa e dolorosa.
Tutta la storia è impregnata di dolore, tanto dolore; orchestrata in modo ottimo, le varie descrizioni non sono per nulla pesanti, né poco comprensibili e/o poco importanti. La storia è scivolata via liscia, senza increspature. Insomma, un ottimo lavoro. Un ottimo lavoro perché Frank e Alice sono IC - per quanto sappiamo di loro - e sono coerenti con se stessi. Sto iniziando ad amarli…
… e sono rimasta senza parole. Probabilmente mi vergognerò a morte per questo commento arido, ma veramente, non ho proprio più parole.

Recensioni per E aprì gli occhi di Doralice

Angelina J
Una fanfiction incentrata su un monologo interiore di Hermione, una scelta coraggiosa e originale dato il tipo di contest. Il sentimento portante è un senso di colpa molto ben descritto, che aiuta il lettore ad immedesimarsi nella situazione e nel personaggio, infatti non si tratta solo di un sentimento, ma proprio del personaggio di Hermione in sè.La forma è ben strutturata e lineare, buona la grammatica e la lettura è abbastanza scorrevole.

CharlotteDoyle
Funerale di Silente, i pensieri di Hermione in libertà. Diciamolo subito: è questo “in libertà” che mi ha lasciato un po’ confusa. La struttura della storia, anche quella “visiva”, risulta piuttosto sconnessa; ora si può anche dire: i pensieri non sempre - anzi, mai - rimangono ordinati. Tuttavia, trattandosi di una storia, forse ci sarebbe stato modo di formare dei collegamenti più solidi (pure è vero che i pensieri non sono totalmente isolati tra loro), e soprattutto di ampliare ciascuna riflessione. Quello di cui mi rendo conto è che di materiale, in questo senso, ne hai tirato fuori tanto, tantissimo: il problema è stato metterlo insieme, e, in un certo senso, rielaborarlo. In questo senso spesso - a mio parere - aiuta una scelta stilistica: il rifiuto della prima persona. Lo dico proprio perché costituisce una delle più terribili tentazioni nella scrittura di una storia: fa quasi perdere una bussola, e insieme alla bussola si perde anche il plot.
A parte questo, la caratterizzazione di Hermione è molto buona, molto IC. Forse la cosa dei “farmi tanti nipotini” stona un po’ con l’intero discorso, non trova un tono adatto (è un po’ troppo), mentre poi mi accorgo che Hermione si è pentita di tutto tranne che di una cosa fondamentale, nei confronti di Harry e nello specifico (forse lo vedo accennato, ma sarebbe stato carino un punto a parte): la sua “invidia” della finta bravura del ragazzo in Pozioni.
Tuttavia, i “se” non possono dir nulla. Quello che mi auguro è che, nelle prossime storie, tu prenda in mano la situazione più coscientemente in relazione al tuo stile, soprattutto perché, anche nel fare qualcosa di diverso, non è detto che tu debba abbandonare completamente il tuo cavallo di battaglia, i dialoghi. Ma forse sono solo io che mi aspettavo di più qualcosa del genere.

Diletta
Non sono presenti, in questo lavoro, difetti vistosi. Eppure… eppure non mi convince. L’impressione è che non ci sia, nel complesso, un’idea solida sulla quale basare il resto: “insoddisfazione generale di Hermione” non mi sembra abbastanza, soprattutto per una fanfiction che non può neanche essere definita angst. Voglia di analizzare sentimenti e stile coinvolgente (che di solito riescono a salvare una fanfiction dalla “trama” debole) nemmeno ci sono, anzi: il monologo di Hermione è molto superficiale e di sicuro non adatto a una diciassettenne dalla sua indole sensibile, ed il modo di mettere insieme le parole mi sembra abbastanza impersonale, cosa poco auspicabile in una fanfiction. Soprattutto se scritta dal punto di vista di un personaggio. Ricapitolando, dunque: un lavoro generalmente corretto, ma demotivato.

Elenie Estel
Un monologo interessante, ma ha un che di scontato.
è come se Hermione non sentisse davvero quello che pensa.
Non passa sentimenti, non riesce ha forare la carta (o lo schermo, in questo caso) e a travolgerti.
C’è qualcosa nella scelta delle parole che non va.
Una sorta di immobilità, di freddezza.
Peccato, perchè il momento sarebbe perfetto per far commuovere chiunque: tra il funerale, la storia d’amore che non va, l’idea di un futuro rubato…
Per il resto la forma è buona, l’idea delle frasi brevi ottima.
Solo, lascia il tempo che trova.

Kimber
Fanfiction ben scritta e scorrevole. Il tema, che avrebbe potuto riuscire pesante visto, ovviamente, il contesto drammatico, è invece affrontato in maniera sì profonda ma conservando la freschezza d’espressione di una “non-ancora-diciottenne”. Quindi la lettura risulta lieve e la fanfiction sembra una sorta di inno alla vita in mezzo alla morte. Da parte mia, ti fa guadagnare sicuramente dei punti positivi. ;)
Per quanto riguarda il plot, però, non sono molto convinta, nel senso che, anche se è una fanfiction imperniata quasi esclusivamente sulle riflessioni del personaggio, qualche evento dovrebbe comunque leggersi tra le righe. In questo modo, l’effetto che si ha, ogni tanto, è che i pensieri di Hermione siano un po’ tirati fuori a caso. Mi spiego meglio: mentre legge, il lettore, segue il flusso delle riflessioni di Hermione sperando che conducano da qualche parte, però in realtà non lo fanno, sono disancorate da un contesto preciso (tipo un particolare evento della guerra o qualsiasi altra cosa) che magari, se fosse stato presente anche solo in sordina, avrebbe fatto guadagnare alla storia un po’ più di spessore. Ma può darsi che questa sia solo impressione mia. ;)
Hermione, in ogni modo, in quello che dice e che pensa, è davvero molto Hermione, quindi sulla caratterizzazione niente da dire.

Tina R.
Interessante il plot; è abbastanza classico il fatto che Hermione apra gli occhi e che “scopra” che i voti non sono tutto, nella vita. Ma è sviluppato sotto una one-shot incisiva, che va dritto al punto. Buono.
La storia, però, si “altalena” fra la consapevolezza della guerra in corso e l’amore, l’affetto che prova per i suoi cari. Questo di per sé non è penalizzante, ma i secondi sembrano, a volte, predominare sulla sensazione di “guerra”.
Lo stile usato è “coraggioso”: coraggioso perché presentare un POV di questo tipo ad un concorso è… inusuale? Anche se, lo ammetto, ho fatto anch’io una cosa del genere. I pensieri fluiscono molto facilmente, ma penso che sarebbero riusciti più “reali” se avessero avuto quel pizzico di incoerenza tipici del pensiero umano. Ma questa è una mia osservazione :)

Recensioni per Mi siedo davanti alla finestra di eilantha

Angelina J
L’inizio di questa fanfiction è molto particolare e ben scritto,senza fare nessun nome sei riuscita a far capire di chi stai parlando. Il tutto è molto ricco di particolari e ben descritto, soprattutto il modo in cui la madre di Lily parla della guerra, sapendo e non sapendo, coinvolta solo dal fatto di avere una figlia maga.
Molto ben riuscito il colpo di scena di “Sirius” e tutta la descrizione dei momenti successivi. Il finale va in crescendo, molto curato e d’effetto. La forma è molto buona, la lettura assolutamente scorrevole grazie ad un buon uso di punteggiatura; inoltre, molto originale la scelta di descrivere un momento della guerra dal punto di vista babbano, complimenti.

CharlotteDoyle
Cominciamo subito col dire che ho apprezzato moltissimo la scelta del plot - o meglio, la creazione del plot. Estremamente originale, soprattutto per aver adottato il punto di vista di (toh!) una Babbana. Un personaggio originale legato a quelli Canon per parentela, e sottolineerei questo legame perché non andiamo più a parlare solo di una Babbana, o solo di un OC, ma soprattutto di una madre; e non mi pare il caso di dilungarmi a dire su come proprio una tale figura sia importante in Harry Potter. C’è da dire inoltre che, al di fuori delle basi, lo svolgimento dà la risposta ad un paio di quesiti che rimangono rispetto al plot della saga: la morte della signora Evans e il momento in cui Petunia viene a sapere dei Dissennatori. Siano più o meno importanti per la saga o per la fanfiction, credo che questi collegamenti risultino importanti e interessanti per il lettore.
Anche l’entrata in scena di Regulus, il modo in cui la scena prende vita da uno scambio di persona, mi è sembrato un ottimo plot device. Da qui già i miei complimenti.
Addentrandoci di più nello sviluppo della storia, interessante è anche il modo in cui hai dato voce alla signora Evans, soprattutto nel modo in cui parla, per esempio, dei suoi nipotini (l’importanza che dà a particolari come le loro date di nascita - per quanto qui ci sia un errore, hanno più di un mese di differenza, almeno secondo il calendario del Lexicon). La sua parlata inoltre ci rende l’idea di un personaggio che esprime le sue preoccupazioni pur rimanendo all’oscuro di molte cose (d’altronde il lettore conosce la storia, e quindi capisce di cosa stia parlando). In tutto questo, ho trovato un po’ pesante ad un certo punto il continuare a riferirsi a Lily e Petunia come “la mia minore”, “la mia maggiore”, “le mie figlie”, eccetera. Il lettore lo ha capito già da tempo, di chi si sta parlando, dunque con l’aiuto di un dialogo è possibile introdurre i nomi e poi continuare ad usare quelli, IMHO. (Poi naturalmente rimane una scelta tua.) A proposito dei dialoghi, inoltre, li ho trovati un po’ meccanici, il loro uso per la trasmissione di informazioni è troppo chiaro. Vero pure è che la storia si svolge in scene che in poco devono dire molto; tuttavia, ci farei più attenzione.
In generale, comunque, davvero un ottimo lavoro, complimenti ancora :)

Diletta
Una fanfiction piacevole da leggere, scorrevole e innovativa - la nonna di Harry è un personaggio sviluppato per niente dalla Rowling e poco nelle fanfiction. Non c’era pericolo di andare fuori dal personaggio, ma l’autrice si è comunque mantenuta in-character nel senso più generale: lo stile è molto calmo e dolce; materno, per l’appunto. Il plot è stato ideato e strutturato bene; la parte finale, quella dopo il funerale, toccante, ed adeguata anche se prevedibile. Ci sarebbe stata bene un po’ più di attenzione alla punteggiatura, ed alcune approssimazioni lessicali (”Sirius non avrebbe mai fatto quell’espressione [...]“, ad esempio) avrebbero potuto essere evitate. Nel complesso però il lavoro è più che buono.

Elenie Estel
L’idea è ceramente originale, il punto di vista del personaggio, così particolare, è reso bene.
La forma è scorrevole, riesce a mettere in tensione.
è impressionante la freddezza con cui la protagonista descrive la sua morte.
Non è quella a spaventarla, ma il successivo dolore delle figlie.
Anche il come muore è uno spunto originale. E addirittura uccisa da Regulus… da brividi.
quello rappresentato è uno di quei momenti che portano da soli così tanti pensieri, ricordi, immagini che le parole rischiano facilmente di essere di troppo.
Per fortuna non è così in questo caso. Tutto sembra perfettamente calcolato per ottenere un effetto di equilibrio. E i calcoli sono esatti.
Rende perfettamente l’ideale di madre, che antepone i figli a se.

Kimber
Se posso dirlo di tutto cuore, trovo che questa fanfiction sia davvero bellissima. *-*
Anzitutto mi sembra particolarmente riuscita e originale la scelta del punto di vista narrativo: oltre a mostrare le ansie e le incertezze della madre, mette anche in risalto il modo in cui quella guerra che straziava il mondo dei maghi fosse recepita da chi con quel mondo aveva a che fare solo di sfuggita o niente del tutto. Ripeto, davvero azzeccata.
Per quanto riguarda i personaggi, Petunia è molto IC fin dalle prime battute di lei ragazzina, e anche Lily sembra proprio lei. Mi piacciono le incertezze/conoscenze della madre circa ciò che un mago può fare realmente (come quando dice di non stupirsi per l’apertura della porta, che pure era stata chiusa a doppia mandata, perché era una cosa che riusciva a fare anche Lily). Mi piace anche il fatto che sia indifferente a quello che i Mangiamorte le stavano facendo finché non scorge Regulus.
Per quanto riguarda lo stile, è semplice e malinconico, e direi che, insieme all’atmosfera che ne deriva, veste benissimo la storia.
Ogni tanto ho avuto la sensazione che alcune scene richiamassero LOTR, all’inizio con il “Il mondo sta cambiando” (incipit del primo film) e all’inizio del sesto paragrafo, mi pare, quando ribadisci il “Sono seduta davanti alla finestra” che ricorda tanto il “Seduto accanto al fuoco rifletto…” del Bilbo a Rivendell. Ma d’altronde, magari è solo una mia fissazione leggere nelle storie riferimenti vari. ;)
Adorabile il finale fantasma e in particolare il tocco narrativo e descrittivo delle ultime dieci righe. Mi sono commossa ç_ç .
Davvero, tanto di cappello.

Tina R.
Straziante, molto. Perché è dura leggere di una madre che è dilaniata fra due mondi, una madre che è divisa per tante cose; così la vedo io la madre di Lily.
È dura leggere di tutto ciò, perché sappiamo tutti che Petunia disprezzava la magia e che non era in ottimi rapporti con la sorella; a volte mi sono chiesta perché la loro madre e il loro padre non abbiano fatto qualcosa, e forse questa storia è una delle migliaia di risposte al mio dubbio.
Il personaggio di questa madre è tratteggiato con cura; dolce, materna, imperfetta. Perché anche lei ha commesso degli errori.
Interessante la scena finale, mentre quella della spiegazione di Lily di Azkaban mi è sembrata leggermente forzata.
La narrazione è scorrevolissima; mi ha catturata molto.
In definitiva, una storia che merita di essere letta.

The Wind’s Whisper Between Violin’s Strings di Lady Northstar

Angelina J
Nonostante non sia proprio il mio genere preferito, questa fanfiction è scritta con delicatezza e sensibilità, un lessico ricco e ricercato, più una forma scorrevole e corretta, aiuta il lettore ad immergersi totalmente nella storia.
Molto buona la descrizione dei personaggi, dei loro sentimenti e il loro carattere traspare nettamente anche dai loro dialoghi diretti.
Trovo una scelta notevole quella di inserire uno strumento musicale come punto di contatto, di legame, di unione fra i due.
I momenti di azione e guerriglia, che precedono il culmine della storia, sono molto ben descritti, così come il momento della morte e gli attimi immediatamente successivi, la disperazione e il dolore per la perdita della persona amata sono molto realistici. Finale sconvolgente e commovente…brava, sei riuscita ad evitare la banalità dei luoghi comuni, nei quali è sempre facile cadere. Nel complesso la fanfiction è molto ricca, ben strutturata e lineare.

CharlotteDoyle
Ottima storia, molto equilibrata. La prima cosa da notare è che, nonostante i personaggi protagonisti siano originali, la loro caratterizzazione è tale da mettere il lettore in condizione non solo di identificare il tipo, ma anche di cogliere le sfumature delle loro personalità. L’attenzione per i gesti e per i dialoghi ha dato i suoi frutti, definitivamente. Questo soprattutto per la scrittura della loro relazione: sono le piccole cose, i momenti di interazione tra i due che l’hanno resa reale, al di fuori delle tante parole e nulla di concreto. Mi è piaciuto, nella scena iniziale, il modo in cui John pensa a Leonidas, il modo in cui reagisce ai complessi che ha nei suoi confronti. Qui il personaggio risulta molto chiaro e realistico. Leonidas, d’altra parte, facendo parte - sotto molti punti di vista - del “lato oscuro”, ed essendo destinato alla morte (dal plot), rimane più lontano, più etereo, anche per effetto della scelta di vederlo con gli occhi di John. Molto bello. Inoltre, ho apprezzato la scelta dei nomi :)
La trama pure è stata sviluppata in modo eccellente, per quanto, ti dirò, ha una base che rasenta il cliché per molti aspetti (amanti divisi dalla guerra, la morte di uno per salvare l’altro, l’oggetto-ricordo), e che come punto di forza ha più che altro (come ho detto anche sopra) la cura per i particolari. Proprio per questo ho apprezzato - per esempio - l’entrata in scena finale di Rosier, ottimo collegamento con la serie originale per il lettore attento, che pure ancora però lascia nell’incertezza fino all’ultimo.
Il tuo stile è molto buono: non eccessivo e molto scorrevole; ha reso la narrazione molto fluida. Attenzione però agli errori di distrazione: ho visto diversi accenti mancanti qua e là, e anche qualche lettera in più o in meno (non faccio l’elenco qui ma puoi richiedermelo in ogni momento, li ho segnati su carta).

Diletta
Un lavoro molto buono, che tuttavia avrebbe potuto essere migliore sotto alcuni punti di vista (i classici errori di cui un autore non è neanche cosciente, ma che un beta-reader mediamente attento può correggere). I lati migliori di questa fanfiction sono di sicuro i due protagonisti, caratterizzati molto bene, e lo stile di scrittura, una costante di qualità. Ora passerò ai punti negativi, che comunque però non hanno una massima importanza - in questo lavoro i lati davvero importanti sono anche, come ho già detto, i migliori. Per prima cosa c’è qualche errore di grammatica (o forse di battitura: spero vivamente che “La guerra la ucciso” sia solo un errore di distrazione…), e poi ho notato qualche imperfezione riguardo alla collocazione degli
eventi nel tempo e nello spazio. Da quanto ho capito, l’intero corpo della fanfiction è presentato come una sorta di flash-back di John, subito dopo l’iniziale scena di vita quotidiana; ma come può John ricordare un episodio che non è ancora accaduto, come la morte di Leonidas? Spero di poter avere una risposta a questa domanda al termine del concorso. In ogni modo, un lavoro discreto.

Elenie Estel
L’amore più impossibile, improbabile, assurdo e doloroso che uno si possa inventare.
Gestito come una sinfonia di violino, con note morbide, note acute e note gravi, poi un finale fin troppo classico, che sa un po’ di già visto offusca un po’ il quadro.
è da quando ho letto Romeo e Giulietta che cerco un finale diverso, migliore.
E anche qui ci ho provato, e non per poco.
Ma se rifletto, mi accorgi che non avrebbe potuto esserlo.
Per la forma è una delle storie migliori tra quelle della challenge, ti avvolge, con dolcezza, ti spacca in due e per finire ti annienta.
Ma sempre con dolcezza
Generalmente non amo lo slash, ma quando una storia è ben scritta non si può far altro che riconoscerlo.

Kimber
Premetto che io in genere non leggo fanfiction slash perché sono un po’ impressionabile (non posso farci niente, sorry -.- ) ed evito quelle con i personaggi “nuovi” perché considero il leggere le fanfiction un po’ come un “tornare a casa”, il che significa che mi piace trovarci dentro sempre le stesse persone/personaggi. Ma, pur non potendo liberarmi dei miei gusti, cercherò di essere il più obiettiva possibile. ;)
Anzitutto, a dispetto di tutti i miei “tic da ff” ;) credo che tu abbia fatto davvero un ottimo lavoro.
Come prima cosa, ho apprezzato moltissimo lo stile. E’ fluido e accattivante, si sofferma sui sentimenti abbastanza da renderli con profondità (ma senza esagerare) e riesce a tratteggiare le scene in maniera intelligente. La prime due frasi trovo che siano quanto di meglio ci si possa aspettare da un incipit: concise, dirette, e fondamentali per la caratterizzazione del personaggio. Oltretutto danno a Leonidas un tocco di simpatia che non guasta affatto. Quindi: la caratterizzazione dei personaggi risulta ben fatta e credibile; come disse non ricordo più chi, se vuoi creare un protagonista negativo rendendolo simpatico al lettore, un espediente è quello di calarlo all’interno di un mondo che sia più negativo di lui, e qui credo che l’effetto sia reso molto bene. E, ripeto, la mania dei capelli è davvero adorabile. Per quanto riguarda John, forse avresti potuto tratteggiarlo meglio, visto che a tratti sembra “poco presente”, imho, ma in realtà questa è pignoleria bella e buona. ;)
C’è una cosa, però, che vorrei dire, giusto per scrupolo di coscienza, eh, perché in realtà nella tua storia non pesa più di tanto (ma, mi dico io, visto che dobbiamo dare dei voti, mi sembra giusto giustificarli anche nei dettagli).
Descrivendo Leonidas, proprio all’inizio, tu scrivi “Leonidas si alzò. Il suo corpo giovane era snello, i muscoli ben definiti, ogni particolare del suo fisico era reso ancora più perfetto dalla luce lunare che entrava dalla finestra, e che rendeva nette e scure le ombre.”
Ecco, il fatto è che quando si caratterizza un personaggio, soprattutto se creato di sana pianta, sarebbe meglio lasciar perdere l’idea di una sua qualsiasi perfezione, che sia fisica, caratteriale, morale e tutto il resto, mi segui? Perché il personaggio rischia di non risultare credibile. In questo caso, poi, sarebbe potuto venir fuori proprio della serie “bello e dannato” e non sarebbe stata una cosa molto piacevole da leggere (e ripeto, qui questo non pesa più di tanto perché l’hai intelligentemente reso “umano”; però leggendo quella frase proprio lì, nelle prime righe, da un po’ di fastidio, come il leggere nelle fanfiction che il personaggio femminile X ha tutte le forme al punto giusto. Notare che nessun personaggio della Rowling è “perfetto” - Harry che è quello che lo sembra di più, sta sulle scatole a molti proprio per questo. ;) Chiusa parentesi.)
Per il resto, mi piace molto come hai strutturato la storia. Ha un suo ritmo e soprattutto si prende i suoi tempi. Solo il passaggio che va dalla scomparsa di Leonidas al duello in cui lui trova la morte sembra un po’ troppo “veloce”. Però anche qui sono pignola. In realtà su questo fronte non c’è proprio niente da criticare.
Alcune trovate sono fantastiche, come il boss semi-babbano che urla “All’attacco”. ;)
Il finale è triste ma dannatamente realistico.
In conclusione, non posso che ripetermi, davvero un ottimo lavoro.

Tina R.
Oh, una slash! Li vedi i miei cuoricini che brillano in modo inconsulto? La mia vita è ormai appagata. C’è una slash!
Ok, torno normale. I due personaggi sono caratterizzati bene, e l’approccio Auror/DeathEater è piuttosto in voga nel fandom Draco/Harry, ma letto su due personaggi originali… Be’… È intrigante. Molto, molto intrigante.
La storia è strutturata piuttosto bene, e la guerra è in sottofondo. Ottima cosa.
Decisamente malinconica l’ultima frase.

Recensioni per Can’t stop loving you di lily

Angelina J
La fanfiction, da un punto di vista generale, non è scritta male, peccato che manchi di un riferimento un po’ più “forte”, più esplicito, alla situazione della guerra… per quel che può immaginare un lettore, questa potrebbe essere la descrizione di una partenza qualunque, che rimane pur sempre dolorosa. Inoltre ho notato che, a tratti, la canzone diventa quasi la protagonista della storia, togliendo spazio all’approfondimento dei personaggi principali; secondo me invece dovrebbe far da sfondo, aiutando a descrivere più intensamente i momenti.
Finale d’effetto, secco e deciso, la forma è buona e la lettura scorrevole.

CharlotteDoyle
La storia rientra nel tema “Gli anni del Terrore”, tuttavia l’atmosfera viene bruciata dalla presenza invadente della canzone che, oltre a fare da sfondo, è troppo parte della coscienza del personaggio.
In qualche modo, questo incessante riferirsi a “Can’t stop loving you” non solo risulta ripetitivo e superfluo ai fini dello svolgimento, ma in qualche modo porta a pensare quasi che sia la canzone a dare i sentimenti a Tonks e non i sentimenti di Tonks a rispecchiarsi nel testo della canzone.
Il continuo rivolgersi a Phil Collins poi è una nota che stona un poco, soprattutto in una fanfiction potteriana, dove Tonks è un personaggio nato tra i maghi e che quindi di regola non potrebbe conoscere questo autore. (”Contaminazione Babbana”.) Piuttosto che spiegare come l’ha conosciuto (contando che Tonks è più un tipo da punk), sarebbe stato meglio a mio avviso una minore interazione con la canzone e una maggiore interazione con la storia vera e propria. Ma ovviamente è solo un mio parere: questo perché, elemento di disturbo a parte, vedo che del plot rimane ben poco.
Il problema fondamentale dell’uso della prima persona è quella di evitare il superfluo, il ragionamento contorto, per parlare di qualcosa che abbia davvero presa sul lettore. Il monologo di Tonks a volte risulta ripetitivo, e sebbene esplichi molto bene i sentimenti della ragazza non dice molto di nuovo sul personaggio.
Consiglio: come esercizio, proverei a dare al personaggio un elemento di conflitto attraverso un mezzo più diretto, come per esempio un dialogo - reazione del personaggio di conseguenza. Vai all’essenziale, non pensare che sia necessario scrivere una storia lunga. Più che portare alla luce le costruzioni mentali del personaggio, prova a vedere come il mondo interagisce con questo.

Diletta
Ho molta simpatia per le song-fiction, ma devo ammettere che in molti casi sono sterili e la canzone alla quale fanno riferimento è legata in malo modo alla fanfiction stessa. Questa invece mi sembra scritta molto bene sia per quanto concerne la sua tipologia - mi piace il modo in cui Tonks interagisce con la canzone - sia dal punto di vista della struttura e della grammatica. Ciò che non mi convince è proprio il plot: pairing a parte (sigh… ma comunque non mi sono lasciata influenzare nel voto dal mio proverbiale odio per la coppia, tranquilli), il tutto risulta lievemente frettoloso. La parte peggiore secondo me è la scena finale: Tonks è abbastanza out of character e si respira un’atmosfera da romanzo rosa. Ma capisco che sono scelte dell’autore… e rimane pur sempre un buon romanzo rosa.

Elenie Estel
L’addio… non c’è niente di peggio.
E’ terribile.
E questa ff lo rende alla perfezione.
La tristezza, la delusione, il gelo dentro.
Che va urlato contro il cielo, perchè nessuno ti ascolta.
La trama è fatta di sensazioni, di sentimenti.
Una storia che ricordi, che senti, che ti fa rivivere i momenti simili che hai vissuto.
Perchè chi non ha vissuto momenti così?
Per la forma niente da dire. Scorre, si lancia fuori dalla pagina e ti avvolge.
e cerchi il modo di poter consolare Tonks.
Che purtroppo non c’è, o comunque non è in tuo potere.
Peccato…

Kimber
Dunque. Anzitutto a me Phil Collins piace molto, quindi apprezzo la scelta musicale. In più la fanfiction segue anche il mood che in genere trasmette la canzone (o almeno: che trasmette a me) quindi la trovo una cosa positiva ;).
Passando alla trama: l’idea, rielaborata da Phil, è davvero carina, ben strutturata a e piacevole da leggere; però secondo me non è molto sviluppata. Potevi scavare un po’ di più nell’animo di Tonks (come ha suggerito qualcuno tra le recensioni: “è preoccupata? Bene, ma perché è preoccupata?”) e, appunto, accennare di più agli effetti psicologici che la guerra ha su di lei, visto che comunque il tema del contest è “Gli anni del Terrore”.
Però, relativamente a quanto scritto, Tonks mi sembra abbastanza IC e adoro che alla fine si metta a cantare a squarciagola (…un appunto: Remus a questo punto almeno un cenno di saluto avrebbe potuto farlo, nonostante lo shock, no? ^_-).
Più che altro, invece, non mi convince molto non tanto il modo in cui è stata scritta, perché quello è okay e prende anche molto, quanto piuttosto la scelta lessicale, non so se mi spiego, il fatto che Tonks, anche se mentalmente, si rivolga a Remus chiamandolo “amore”, “amore mio” e tutto il resto. Non è un errore, per carità, poi io non ho letto molte Remus/Tonks, quindi può anche essere un vezzo comune rendere Tonks particolarmente romantica, però sinceramente io non ce la vedo molto a parlare ripetutamente in quel modo, mi spiace. :(
Ma al solito, sono osservazioni personali.
In ogni caso, good job. ;)

Tina R.
Un’ottima storia, che racconta in modo discreto le emozioni di Tonks alla partenza del suo amato.
È strutturata bene, la canzone si intrufola in modo fluido - abbastanza - nel continuo POV della ragazza.
Lo stile usato è delicato, triste, malinconico. Interessante.
La scena che mi ha colpito di più è, sinceramente, l’inizio: non ti vien voglia di saltare direttamente la parte iniziale, anzi, è come se ti dicesse di soffermarsi sulle prime parole. Bella quest’immagine di Remus.
Il punto, però, è che la guerra è presente solo in uno spicchio, almeno per me: è come un sottofondo alla storia d’amore fra Remus e Tonks; rimane comunque una storia bella, ma non ha quel pizzico in più che centrerebbe in pieno il tema del concorso.
Comunque l’autrice ha i miei complimenti: mi ha fatto amare per un pochino Ninfadora!

Recensioni per Universi paralleli di Miriel

Angelina J
Una delle fanfiction più originali che mi sia capitato di leggere; dopo il secondo capitolo si viene letteralmente catapultati in un’altra dimensione, che va contro tutte le informazioni che abbiamo raccolto fin’ora, un mondo dove tutto va bene, tutti sono felici, forse troppo, e nessuno muore… un tantino surrealistico. Arriviamo all’ultimo capitolo, una vera doccia fredda che ci riporta alla realtà iniziale, dove la protagonista è scioccata quanto il lettore! Hai utilizzato un espediente, quello del parallelismo, molto audace e forse un po’ rischioso dato che il lettore, trovandosi improvvisamente disorientato, potrebbe decidere di abbandonare la lettura, ma in caso contrario ne guadagnerebbe sicuramente un’ottima fanfiction. Lo stile è un po’ frettoloso ma brillante, la forma è sostanzialmente corretta.

CharlotteDoyle
Allora, la tua storia tratta di tre capitoli ambientati nel Potterverse Canon durante la guerra (pochi) e tre capitoli ambientati in un Potterverse AU (troppi per il fine della storia). IMHO l’uso improprio dell’universo parallelo - qui è descritto esattamente come un sogno - genera un’incoerenza che lascia perplessi, e che viene spiegata solo dal fatto che, come molte altre autrici, sei stata tentata di far finire il tuo personaggio originale con il bellone Sirius Black.
Jade non conosce il padrino di Harry nel Potterverse Canon, ma nel Potterverse AU sì, perché addirittura lo sposa; poi esce dal sogno-universo parallelo e lo rimpiange. Forse sono io a non aver capito bene, ma a mio parere questo paradosso ha poco senso anche in un film di David Lynch. Alla fine, è come se l’universo parallelo non esistesse veramente (un sogno, appunto), e quindi è come se lei rimpiangesse qualcuno che non ha mai conosciuto. Da dove viene questa cosa?
Anche perché, dicendo che lei non accetta la realtà (il Potterverse Canon) in quella disperazione, tutto sta nel dire che anche la sua disperazione non è reale, ma ancora parte del sogno.
IMHO la storia avrebbe goduto di uno sviluppo molto migliore se avessi lasciato perdere Sirius (o se lo avessi usato anche nel Potterverse Canon). Se Jade avesse conosciuto questa persona anche nel Potterverse Canon, avrebbe potuto sognare di lei in “come avrebbe potuto essere” e allora davvero al ritorno lo avrebbe rimpianto. (Come hai fatto dunque per i genitori, ma questo è solo un esempio.)
Abbastanza deboli le caratterizzazioni. Jade è amica di tutti, da tutti è altamente stimata e si parla di lei solo al positivo; Sirius è semplicemente il “Principe Azzurro”; tra gli altri pochi caratteri che emergono, la madre subisce una forte trasformazione da un capitolo all’altro: prima è il tipo di genitore super-impegnato, che certo vuole bene a sua figlia ma che rimane piuttosto razionale; al giorno del matrimonio, non la vuole lasciare andare in una versione di madre più simile a Molly Weasley.
Consiglio: costruisci con più attenzione la trama, pure facendo delle scelte sofferte per quello che immagini tu del tuo personaggio: succede sempre così, ma alla fine bisogna privilegiare la narrazione, perché solo da qui può scaturire un buono sviluppo della storia e della caratterizzazione della protagonista.
Attenta anche a: tempi verbali, contaminazione Babbana nella storia (la macchina? quantomeno aggiungere “stregata”), e scrittura dei dialoghi (pur volendo riportare delle battute su carta, siamo sempre nella prosa: cominciare con “Cioè,” è veramente brutto.)

Diletta
Non mi piace. La trama è abbastanza debole ed avrebbe potuto essere strutturata
meglio (fino ai tre quarti della fanfiction non vengono nemmeno introdotti, gli anni
del terrore di Voldemort…), sembra molto frettolosa e scritta così, tanto per
azzardare qualcosa. La grammatica è corretta, ma attenzione alla punteggiatura - esistono
molti altri segni di interpunzione oltre ai puntini sospensivi! Sul personaggio non
faccio commenti, perchè in tutto questo non ho ancora capito chi stia parlando.
Ho letto altri lavori di Miriel ed avrebbe sicuramente potuto fare di meglio.

Elenie Estel
Bello l’inizio, parti subito dal centro della storia, poi divaghi nei capitoli centrali e finisci di nuovo nella realtà.
Anche qui il personnaggio cresce, matura, si completa.
Ma l’illusione fa male. Molto male.
A te come a Jade.
Impossibile, alla fine, credere che tutto finisca così.
Ci vorrebbe qualcosa in più, anche un poco, anche solo per sapere…
ma così è la vita, temo.
Dopo l’ultimo punto la storia è finita.
Peccato, perchè un personaggio buono, come questo, merita di più.
Anche qui però la forma lascia molto a desiderare, in certi capitoli più che in altri si saltella tra i tempi verbali.
Peccato. Peccato davvero.

Kimber
Allora, l’idea di per sé è originale e interessante. Il cosa sarebbe successo se è uno di quegli espedienti narrativi che piacciono sempre, e il point of view che hai scelto è abbastanza convincente. Quindi fin qui un punto a tuo favore. ;)
Solo che secondo me sei stata troppo veloce nei primi capitoli. Nel senso: hai sorvolato su certi aspetti considerando i passi introduttivi come, per l’appunto, semplice introduzione piuttosto che anch’essi parte integrante della storia (che infatti è sviluppata molto meglio nei capitoli successivi, e con molto più coinvolgimento anche da parte tua, credo. Almeno questa è l’impressione che si ha). E’ un po’ un peccato, sai, perché il personaggio, per essere un originale (e io sono sempre scettica verso gli originali) non è affatto male e il vortice sogno/realtà è reso piuttosto bene.
Magari avresti dovuto lasciar da parte buona parte delle riflessioni sulla guerra visto che, fondamentalmente, quello è un tema su cui si può dire poco di nuovo, e si rischia di cadere sempre nei luoghi comuni dei “bambini morti” e delle “persone che soffrono”. Il moralismo sa sempre un po’ di stantio, non so se mi spiego.
Per quanto riguarda il finale sembra un po’ campato in aria, sorry ç_ç, e credo che avresti dovuto curare un po’ più lo stile (un consiglio spassionato: economizza sui punti esclamativi, se puoi, perché fanno un effetto un po’ strano – suggeriscono il tono di eterna sorpresa di un adolescente piuttosto che la maturità un po’ più pacata di un adulto e, in questo caso, addirittura di un auror. Ma questa è solo un’opinione personale).
Come ultima nota, riporto una cosa che credo di aver già scritto in un’altra recensione: quando si scrive di personaggi in preda a sentimenti o emozioni molto forti, sarebbe bene farle trasparire attraverso le azioni, i gesti e le circostanze, piuttosto che descrivere direttamente le emozioni stesse. Se parli (esempio banale) di una ragazza innamorata, soffermati su come sussulta quando sente il nome dell’innamorato, quando gli occhi di lui sono su di lei, quando si sfiorano. Puoi anche non scrivere da nessuna parte che lei lo ama, ma se le scene e i gesti sono descritti con cura il risultato sarà lampante comunque, e anche più interessante per il lettore, che si trova a scoprire la faccenda man mano che legge. La stessa cosa vale con la paura, con il dolore, e con qualsiasi altro sentimento. Comunque qui sto andando fuori argomento. ;)
In ogni caso, ripeto, l’idea era molto carina. Se hai un po’ di tempo da spenderci, ti consiglierei di lavorarci su una volta finite le votazioni del contest, e magari pubblicare poi una seconda stesura, riveduta e corretta.
Un abbraccio. :)

Tina R.
Una storia dall’approccio intrigante.
Secondo me potrebbe essere allungata, approfondita, resa più particolareggiata; il finale sembra un non-finale.
Mi spiego meglio: se la storia trattasse di un personaggio presente nella serie, tutto poteva finire così: ma qui si tratta di Jade, un personaggio nuovo.
Quando si tratta di personaggi nuovi è sempre un po’ più difficile :)

Recensioni per In guerra e tra le pozioni di rik

Angelina J
Si tratta di una fanfiction molto corposa e ricca di descrizioni, di umori e di sentimenti, il tutto con lo sfondo di una guerra terribile. Uno degli aspetti che più mi è piaciuto è stato il confronto fra i personaggi: si studiano, disctuno e confrontano le loro opinioni, si rapportano gli uni con gli altri in modo molto autentico e genuino. Altro aspetto notevole è stao il prgressivo cambiamento interiore della protagonista, che è maturata nel corso dei capitoli, e insieme a lei tutta la storia. Particolarmente accattivante l’inizio del capitolo finale, per poi giungere ad una conclusione più che felice di tutte le vicende sviluppatesi nella storia. La forma è decisamente buona, il linguaggio è molto ricco e ricercato.

CharlotteDoyle
Mi associo a Kimber nel dire che è una fortuna che questo concorso ci abbia portato a leggere storie che normalmente non avremmo letto. I personaggi originali in genere non interessano a nessuno: ora vediamo perché invece la tua storia merita di essere letta da più di una persona.
Ti dirò, la cosa che più mi ha colpito è stato il modo creativo con il quale hai inventato una parte del Mondo Magico che noi abbiamo visto solo in piccolissima parte: l’ospedale. Ora io so che si tratta di un genere di grande consumo, almeno in tv (vedi E.R.), ma siccome non seguo, non posso fare paragoni di sorta: quello che posso dire è che ho apprezzato molto, moltissimo, soprattutto per l’attenzione che hai dato ai particolari, come ai nomi delle pozioni e (ghghg) agli articoli del Regolamento. Un lavoro veramente impressionante.
Come secondo punto, parliamo dei personaggi e del plot in generale: sono stata molto contenta di vedere dei caratteri coerenti (per quanto possibile - come nella realtà) con se stessi, e soprattutto non privi di punti deboli come in genere siamo abituati a vedere. L’evoluzione della protagonista è molto evidente e ben progettata, capitolo per capitolo (mi fa piacere non vedere brani superflui): un carattere ben delineato che si mantiene anche quando alla fine “impara la lezione”; d’altra parte il co-protagonista pure è molto ben scritto, nel bene e nel male: a proposito di questo l’idea della Pozione Bruciasonno, e soprattutto delle sue controindicazioni, è stato un ottimo plot device per l’intera storia.
Rispetto alle scene, sono buoni i dialoghi, logico lo svolgimento degli eventi; in questa storia l’uso delle introduzioni a inizio capitolo è molto utile (buona anche qui la costruzione degli eventi esterni all’ambiente di cui si parla). Posso dire tutta via che la dichiarazione di Rachel a Bigler fa un po’ troppo “Grandi Rivelazioni”? Apprezzabile, ma è il mio gusto personale che interviene qui, spiacente ;) Da un altro punto di vista, però, posso dire che è stato ottimo chiarire la cosa nel sesto capitolo più che portarla avanti per le lunghe.
Dimenticavo: buona anche l’interazione con i personaggi Canon (e mi riferisco a Silente e a Lily, ma in particolare a quest’ultima).
In tutto questo, mi dispiace di non poter scrivere una recensione più dettagliata :( ho appuntato diverse cose sui capitoli stampati, e questo è più o meno il sunto; tuttavia sono a tua disposizione per ulteriori note, se così le vogliamo chiamare. Complimenti vivissimi, in conclusione :))

Diletta
Entusiasmante. Non c’è nulla di trascurato, nulla di lasciato al caso in questa fanfiction. Per cominciare ho adorato la trama e i personaggi: la prima molto originale (Grey’s Anatomy nel mondo magico, praticamente) che si incentra su dei personaggi nuovi ma non per questo stereotipati. Lo sfondo della guerra è molto ben trattato all’inizio di ogni capitolo - a proposito, ottima anche la struttura. Tutto pianificato nei minimi dettagli. Si nota nel corso della fanfiction l’evoluzione dei vari personaggi, ma soprattutto della protagonista che si confronta con sfide adeguate al contesto ma che possono essere allo stesso tempo non troppo lontane dalla sfera
personale del lettore. Discreta la grammatica, qualche errore di punteggiatura. Il lessico è molto studiato e ricercato, come anche lo stile, che scorre ritmato e sicuro concedendosi ogni tanto qualche meritato sfogo semi-poetico. Ottimo lavoro, complimenti.

Elenie Estel
Racconto fprse un po’ freddo, ma tra quelli della challenge è l’unico in cui i personaggi hanno un’evoluzione caratteriale notevole, resa possibile, forse, dalla lunghezza della storia.
I personaggi originali sono interessanti, ben ideati.
E resta sempre vero che gli opposti si attirano… però la coppia è carina, l’assoluto egoismo contro la più completa dedizione verso gli altri.
Che però può essere letta come un’altra forma di assolutismo, in quanto Ben con la sua abnegazione tocca l’estremo opposto
Il San Mungo come teatro di una storia d’amore fa un po’ soap opera (vedi ER, Medico in famiglia ecc.) ma resta comunque simpatica
è scritta abbastanza bene, ambientata in modo discreto, anche se, alla fine, la malinconia di cui è intrisa finisce per pesare.

Kimber
Uno dei motivi per cui devo essere grata a questo contest (e al fatto di essere in giuria, principalmente ;)) è aver avuto “l’obbligo”, mettiamola così, di leggere tutte le fanfiction in gara, e con tutte intendo anche quelle con personaggi originali che io in genere, ahimé, bistratto alquanto (ma questo penso di averlo già detto da qualche parte). In questo caso mi sono dovuta ricredere: il livello generale dei lavori è piuttosto alto, personaggi originali o meno, e la cosa al lettore fa sempre piacere.
In ogni modo.
La tua fanfiction è davvero un gioiello, sono seria.
All’inizio ho pensato che, visto che praticamente tutti i personaggi sono originali, mi sarei disperata, finendo per confondermi, dimenticare i nomi e tutto il resto. Ho una memoria colabrodo, io, sai. Invece sono rimasta davvero sorpresa da come hai strutturato, elaborato e affrontato l’argomento.
I personaggi non risultano nemmeno per un momento piatti o stereotipati, non sono nemmeno lontanamente (grazie al cielo!) delle Mary Sue e, al contrario, hanno delle imperfezioni che li rendono tipicamente, incredibilmente, umani. E’ un complimento, eh ;).
Ho apprezzato la struttura di ogni capitolo, con l’incipit che cattura di volta in volta un diverso aspetto della guerra, vista nel suo insieme, per poi affondare nel piccolo universo di San Mungo, con i suoi guaritori e le sue pozioni. Questo rapporto macrocosmo/microcosmo è particolarmente azzeccato, imho, perché mette in campo un sottile confronto tra l’inclemenza della guerra nel suo insieme, e i tentativi di resistervi portati avanti, nel suo piccolo, dalla gente comune.
Ho adorato (…vado a cercare gli aspetti secondari, lo so, però era adorabile) la caratterizzazione dei vecchietti nel… secondo capitolo, credo. Anche Bridget è resa bene, mentre i personaggi principali, sono tratteggiati con intelligenza e trasporto. L’impressione è che anche tu ti fossi affezionato loro, mentre scrivevi, senza però lasciarti trascinare nel decurtare loro i difetti, cosa che a volte, ahimé, l’autore tende a fare per troppo amore verso le sue creature d’inchiostro u.u. Poi per associazione mentale magari il lettore arriva a pensare che Raquel abbia molte caratteristiche Hermione e Ben invece abbia dei tratti che sono tipici di Lupin, ma è un’impressione che non da nessun fastidio perché, ripeto, i personaggi sono stati dotati di una loro vita autonoma molto credibile.
Anche le circostanze descritte sono verosimili e nient’affatto ripetitive, come invece sarebbe potuto succedere visto che il set della vicenda si sposta di poco (giusto una puntata al funerale del vecchio prof, e poi di nuovo a San Mungo). Interessante l’idea della pozione Bruciasonno.
Da buona guastafeste, avrei preferito che il finale tragico fosse chiaramente esplicitato, e non si dovesse intravedere solo negli occhi-ormai-verdi di Ben. Ma d’altronde questa è solo una mia idea. ;)
Per quanto riguarda lo stile non so quanti anni hai, hai un modo di scrivere davvero molto bello, fluido e accurato; non smettere di coltivarlo perché una tale freschezza e allo stesso tempo profondità d’espressione non è cosa comune oggigiorno (sorvoliamo sulle condizioni in cui verte la nostra narrativa, che è meglio).
Penso di aver detto tutto.
Immagino che ci sarà di che fare a pugni in questo contest -_- … io ho detto la mia.
Ancora, davvero tanti tanti complimenti.

Tina R.
Una storia deliziosa. Una delle poche non-slash che abbia mai letto che mi sia piaciuta tanto :) È «delizioso» il modo in cui descrivi l’ambiente, il modo in cui introduci un capitolo, come se fosse una costante. Ottima la caratterizzazione di questi personaggi così nuovi, ma che si mescolano in modo meraviglioso all’atmosfera dei San Mungo. Interessantissimo e vivido il momento in cui Ben rivela del suo «effetto placebo»: è realistico.
Decisamente realistico, anche, il modo in cui, nel capitolo quattro, c’è il diverbio fra Lily e Raquel. Il lettore sa che è Lily ad avere ragione, ma non può fare a meno di parteggiare - inconsciamente - la seconda. È quel sentimento strano, che ti porta ad accettare il protagonista con tutti i suoi difetti.
Bellissimo anche il finale: questa storia ha i miei complimenti.

Recensioni per Il destino di un rifiuto di Sanny

Angelina J
Fanfiction molto brillante e originale; l’ambiente, gli umori, la tensione di questa “riunione dei cattivi” sono descritti molto bene, ampiamente e senza economia nei particolari. I personaggi sono ben caratterizzati, in particolare la protagonista; invece ho trovato Lord Voldemort un pochino “spento”, senza tutto quel sarcasmo e quella perfidia che lo contraddistingue, ma capisco l’intento di voler far risaltare la forza d’animo della protagonista. La forma è decisamente buona, lo stile accattivante e molto ben articolati i momenti di dialogo e quelli di descrizione; la lettura risulta fluida e piacevole.

CharlotteDoyle
Il problema di questa storia è che ha come unico scopo quello di dare luce al tuo personaggio originale, ed a causa di ciò sono presenti numerosi difetti del Canon e della logica che, con una maggiore attenzione, avrebbero potuto essere evitati.
Voldemort, innanzitutto: probabilmente su JKR.com non hai letto che i Lestrange (come quasi tutti gli altri) non erano a conoscenza della Profezia quando sono stati rinchiusi ad Azkaban. Tuttavia, la domanda è: perché Voldemort avrebbe rivelato il contenuto della Profezia a tutti i suoi servi, quando sapeva che questa risultava un’arma perfetta contro di lui? (A maggior ragione quando questi, come nel caso della tua storia, si dimostrano così apertamente contrariati dalle sue decisioni.)
In tutto questo, la riunione dei Mangiamorte è una situazione piuttosto irreale in quanto, trattandosi di un’organizzazione a base terroristica, dovrebbe prevedere il divieto di contatto e di scambio di informazioni da individuo a individuo (tutti dipendono esclusivamente dal capo). Invece, ecco che si parla di tattiche di guerra come se piuttosto fosse in corso l’organizzazione di una festa tra amici: un’impostazione più adatta ad una fanfiction comica che ad una drammatica.
Infatti, anche se Voldemort sente tutto ed entra in scena, è solo un po’ contrariato, quando dei discorsi del genere sono invece chiarissimi segni di infedeltà.
Ancora imprecisioni con il Canon: 1. tutti danno per scontato che il ragazzo della Profezia sia Harry, ancora prima dell’attacco a Godric’s Hollow. Questi non sono i Mangiamorte che parlano, questa sei tu che conosci la storia come è andata poi!
2. si parla di come l’Ordine sia sempre più forte e numeroso, quando in OOP viene detto chiaramente che piuttosto era il contrario (rapporto di 20 Mangiamorte contro un membro dell’Ordine) nel periodo prima della caduta. Da una parte mi sembra come se tu, volendo prendere la parte dei Mangiamorte, semplicemente scambi il loro posto con quello dell’Ordine della Fenice.
Il tuo personaggio originale esce fuori dagli schemi molto spesso; per lei non valgono le regole alle quali sono sottomessi tutti gli altri.
1. Voldemort punisce l’insubordinazione con la tortura e con la morte. Sirius in OOP ci dice che “(fare il Mangiamorte) è un servizio per la vita.” Eppure Xandra si “dimette” come niente fosse, e tutti amici come prima. Alla fine della storia la vediamo ricevere un giornale, il che significa che neanche è costretta a nascondersi.
2. Il tuo personaggio sa che la vera identità di Voldemort è Tom Riddle, quando ne La Camera dei Segreti solo Silente è in grado di rivelarcelo, e dice anche che “quando (Tom Riddle) tornò come Lord Voldemort era quasi irriconoscibile.” (Nota: nel 1979-80 Voldemort aveva 55 anni.)
3. Xandra è trattata da Voldemort come un suo pari quando è una sua serva; Xandra lo tratta addirittura con superiorità (e non ha alcuna paura di lui). Non è detto che tutti i Mangiamorte debbano essere dei leccapiedi, ma quando con altro comportamento si viene puniti, è un po’ strano che solo lei se lo possa permettere.
4. Xandra detiene la ragione assoluta su tutta la linea. E infatti alla fine la morale è: “glielo avevo detto!”. Ancora, la coscienza dell’autrice che si intromette in quella del personaggio.
Attenzione anche alle noncuranze minori: Xandra chiama Bellatrix “Lestrange”, quando dovrebbero essere presenti, a rigor di logica, anche Rodolphus e Rabastan, aventi diritto a quel titolo molto più di lei. Disprezzo o no, è necessario essere in grado di capire a chi il messaggio è rivolto.
In conclusione, il mio consiglio è quello di mettere più impegno nella costruzione di plot coerenti con il Canon e con il plot stesso, prendendo anche coscienza del fatto che un personaggio non può essere “tutto” (avere ragione su tutto, saper fare tutto, passarla liscia su tutto, ecc.), perché questo lo mette un gradino più in alto degli altri, rendendolo perfetto e perfettamente noioso. Per una buona caratterizzazione ci vuole qualcosa di più.

Diletta
Purtroppo risulta evidente, in molti aspetti di questo lavoro, una certa trascuratezza. Sembra scritta frettolosamente e di conseguenza si trovano, anche se non abbondanti, errori di punteggiatura e concordanza verbale, nonchè varie imperfezioni riguardo alla struttura sintattica del periodo. Il lato peggiore, per quanto mi riguarda, è il palese carattere mary-suesco del personaggio principale - qualcosa che ogni scrittore di fanfiction (e non solo quelli bravi) dovrebbe imparare ad evitare. Inoltre, la fanfiction mi sembra leggermente fuori canon: Tom non è mai stato leale nè tanto meno così permissivo con i suoi adepti. Nonostante tutto ci sono buoni spunti, sono sicura che si potrebbe fare di meglio con qualche sforzo in più.

Elenie Estel
Finalmente un cambio di punto di vista, qualcuno che ha il coraggio di mettersi dalla parte dei cattivi!
Peccato che il personaggio sia un po’ marysuesco.
Dare consigli a Voldemort? Cercare di fargli cambiare idea? Uhmmm…
E poi Non esiste che Lord Voldemort lasci andare uno dei suoi Mangiamorte così.
è un servizio di vita e di morte, no?
E è starno che un mangiamorte, abbia il fegato di tener testa in questo modo a Voldemort.
Anche perchè i Mangiamorte sono scelti da Voldemort in persona, e mi sembra strano che possa essersi messo tra i piedi un tipo simile…
Peccato davvero, perchè mi sarebbe piaciuto leggere qualcosa con un nuovo punto di vista…

Kimber

Ottima storia e ottima impostazione.
La scelta stilistica è convincente e il personaggio originale, Xandra, credibile e ben riuscito. Forse un po’ meno credibile Tom Riddle che lascia andare una Mangiamorte e le permette certe “insolenze”, chiamiamole così, ma alla fin fine, se lo consideriamo come un ‘tipo di parola’ (come tu hai giustamente sottolineato per giustificare la faccenda), il tutto non è nemmeno così assurdo.
Ho riso quando hai scritto che Malfoy e co. erano i seguaci più stupidi. La ragazza aveva fegato senza dubbio, oltre una certa lungimiranza.
Il finale è reso bene, e nel complesso tutta la storia ha un bell’effetto calamita. ;)
Complimenti. =)

Tina R.
Molto, molto interessante. Un’ottima storia, anche se penso che il rifiuto di Xandra avrebbe potuto essere approfondito, invece di rimanere sul raccontare tutto in un botto.
Un racconto duro, aspro, che vuol dare un’altra visione d’insieme dei Death Eaters.
Xandra è un personaggio che spicca, ma il cui comportamento mi perplette. Eh? Sembra quasi che scopra tutto di botto, tutto subito, in un lampo. E la cosa che mi rende ancora più perplessa è il comportamento di Voldemort. È un potentissimo Dark Lord; secondo me non è che mantiene tanto la sua parola; non me ce lo vedo a risparmiarla soprattutto perché, dai libri, ci è dato vedere che non risparmia i dolori atroci anche ai suoi seguaci.
Un’altra cosa che mi rende perplessa: qual è il rapporto fra Xandra e Regulus? Perché proprio lui a salutarla, alla fine?
Magari è solo un espediente per la scrittura, ma mi piacerebbe molto leggere questa storia un po’ più approfondita: ha destato la mia curiosità :)

Recensioni per Dove si va di Slytherin Nikla

Angelina J
Mi piace molto il modo con cui hai inserito la canzone nella finction, il testo è davvero calzante per questo contest, inoltre sei riuscita ad “inglobarla” molto bene con il resto del testo. La descrizione della condizione di sofferenza di Lupin, nel dover stare a contatto con i suoi simili, è molto ben resa, così come tutti gli episodi di violenza e pazzia all’interno del “branco”.Sei riuscita a ricreare molto bene l’idea della situazione che sta vivendo Remus, dando uno spessore notevole ai personaggi descritti.
Buono lo stile e, come ho già detto, ottimo l’inserimento della canzone, la lettura risulta scorrevole.

CharlotteDoyle
Una songfiction riuscita, ottima l’interazione tra plot e testo: ognuno aggiunge qualcosa di nuovo all’altro (e, ovviamente, quello che ci interessa è che la canzone dia qualcosa al plot). Sono tuttavia un po’ perplessa sul sentimentalismo di Remus: non che sia sempre una cosa da considerarsi negativa, ma talvolta stona, a prescindere dal personaggio; diciamo che è un aspetto che bisogna imparare a controllare. In conclusione, comunque, ho pensato anche che tale tono si adattasse meglio che un altro alla canzone che hai scelto, dunque ok.
Il background della storia nel complesso è buono, mi sono rimasti alcuni dubbi (Remus è credibile come spia post attacco a Hogwarts? Come fa la lettera ad essere sicura), ma come puoi capire bene sono dei punti poco rilevanti per il significato della fanfiction. Ancora, mi è venuto un dubbio (forse ancora meno rilevante, ma forse di più) sul piccolo “fatto di cronaca” che Remus riferisce, quello dei due licantropi costretti a sbranarsi a vicenda: se erano trasformati, come facevano a discutere, e se non erano trasformati, si sono sbranati partendo da sembianze umane? Me lo chiedo perché sarebbe invece necessario, in caso, sapere che altri licantropi oltre Greyback sono in parte trasformati (anche solo psicologicamente) anche quando non è la luna piena. Ecco, questa sarebbe stata una cosa sulla quale, anche in piccolo, si sarebbe potuto ampliare.
In tutto questo, la lettera segue un filo un po’ sconnesso, cosa che la rende un po’ confusionaria. Da un certo punto di vista si può dire che è più realistica, ma dall’altro direi che forse ci sarebbe bisogno di più organizzazione, o quantomeno di una simmetria.
In generale, comunque, ho particolarmente apprezzato l’idea che esprimi, Remus che ha un motivo in più per andare avanti per Tonks. Lo hai espresso bene (certamente meglio di me qui), e te lo dico perché è un plot device molto usato e che proprio per questo non suscita benevolenza molto spesso.
Un buon lavoro.

Diletta
Ho apprezzato molto la struttura di questa fanfiction - una lettera e nulla più – ed il fatto che non ci sia nulla di particolare da correggere… ma nemmeno nulla in particolare da lodare. Remus mi sembra un po’ fuori dal personaggio, ma so bene che nei lavori ambientati dopo gli avvenimenti del Principe Mezzosangue il concetto è relativo. In ogni modo, non credo che Remmie potrà mai arrivare ad un tale livello di auto-accettazione e di confortevole intimità con (la sua dolce, cara) Nymphadora da poter serenamente declamare “Ti basti sapere che il ricordo di te è stato la sola cosa che mi abbia impedito di seguire l’istinto, il richiamo del sangue, il dolce odore di morte che accarezzava invitante le mie narici da lupo.”. Anche se lievemente irregolare, comunque, la caratterizzazione è abbastanza completa. Non ci sono rilevanti errori di forma; sono interessanti i punti in cui Remus parla della vita tra i Licantropi, avresti dovuto approfondirli di più!

Elenie Estel
La storia scorre via in un lampo, e ti lascia a metà tra il terrorizzato e il disperato. Sei un po’ nei panni di Lupin e un po’ in quelli di Tonks, non sai bene chi dei due stia peggio. E ti viene spontaneo pregare di non trovarti mai nei panni di nessuno dei due. Ma insieme è la più dolce dichiarazione d’amore che mi capita di leggere da diverso tempo a questa parte. C’è un’infinita tenerezza nelle parole, che ti lascia con un groppo alla gola che non riesci a mandare né su né giù.

Kimber
Premetto che io non sono sicura di conoscere la canzone (è quella di Sanremo? Ho vaghe reminiscenze) e non amo particolarmente i Nomadi tolte un paio di canzoni; però sono d’accordo che la scelta del testo sia molto azzeccata.
La fanfiction è ben scritta; mi piace il modo in cui Remus si rivolge a Tonks, non è un tono particolarmente sdolcinato (non sarebbe da lui), ma comunque si lascia andare su carta più di quanto abbia mai fatto di presenza e questo è molto credibile, imho.
Credo però che avresti dovuto sbottonarti di più raccontando della vita di Remus al fronte. Capisco che volevi dare solo brevi accenni per renderla più che altro una lettera d’amore e speranza, però il fatto è che se Remus scrive a Tonks di essere andato in missione, e che la missione è stata particolarmente dolorosa/sanguinosa/angosciante e tutto il resto, a quel punto o la descrive nei particolari, o non ne parla affatto. Credo che farebbe il possibile per non far preoccupare Tonks, no? A quel punto allora non ha senso accennarvi. Se era per l’utilità e per l’Ordine avrebbe dovuto descrivere tutto così come aveva descritto prima i lupi che si sbranavano tra loro. Ma non so.
In ogni caso la fanfiction risulta accurata e di piacevole lettura.
Good job. ;)

Tina R.
Un’ottima storia, decisamente.
Delicata - forse cade un po’ sul melenso - ma anche triste. Una bella storia Remus/Ninfadora, e la guerra in sottofondo si percepisce, anche se non la fa da protagonista.
Una lettera: un mezzo diverso dagli altri per raccontare una cosa.
Una bella storia, da uno stile incisivo e forse malinconico: un Remus straordinariamente romantico, forse troppo, ma delizioso.
I miei complimenti.

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